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Dune, un sapore esotico, irto di fantasie bucoliche e purtroppo quasi ormai perduto nella realtà dei giorni nostri. Il grande vate D'Annunzio le ha veramente vissute nelle sue permanenze in Versilia e le ha immortalate, quindi, nell’”Alcyone“, ne “La pioggia nel Pineto” e in altri canti sulla Riviera, appunto.
Il grande poeta spazia infatti, nel grande panorama floreale della spiaggia dell’epoca, dall’ibisco rosa di Massaciuccoli, a “la stiancia”, “le tamerici salmastre”. “i pini scagliosi”, “i mirti divini”, i ginepri folti”.
"e io sono nel fiore
della stiancia, nella scaglia
della pina, nella bacca
del ginepro: io sono nel fuco,
nella paglia marina
...(1)
E chi non si riconosce in questi versi, appena esce dall’acqua e si stende al sole (purtroppo non ci saranno gli oleandri!):
"e sedevamo su la riva, esciti
dalle chiare acque, con beato il sangue
del fresco sale; e gli oleandri ambigui
intrecciavan le rose al regio alloro
...(2)
Circa 100 anni fa D'Annunzio descriveva così la macchia che si estendeva allora dalla foce dell’Arno al Monte Marcello, poco dopo il Magra.
La macchia, con le sue dune, era la vera barriera botanica fra il mare e le pianure, prima della successiva corona delle Alpi Apuane.
Un muraglione biologico fra le falde acquifere e le acque salate del mare.
Una ondulazione naturale a riparare, con la sua flora, dal vento salmastro la pianura costiera. Oggi queste dune sono ridotte alla spiaggia fra Viareggio e Torre del Lago e al Parco di Migliarino – S.Rossore: che tristezza!
Per fortuna del turista che anche al Bagno Leda si possono vedere le dune, si possono apprezzare gli effluvi dei loro fiori, si può ammirare ancora un mondo floreale purtroppo estinto in quasi tutta la Riviera Versiliese. E questo grazie al rispetto dei gestori del Leda per l’ambiente, alla cura dedicata a non livellare tutta la spiaggia(sembra un controsenso!), a non estirpare tutto, a non ridurla come uno sterile prato all’inglese... di sabbia!
Di qui l’unicità di questo Stabilimento Balneare dove senz’altro verrebbero, per citare alcuni grandi conoscitori della Versilia, anche D’Annunzio, o lo stesso Montale. Visto il tema marino, si potrebbe chiudere con una poesia di PaoloTarabella:
Mare d’autunno,
il tuo spazio
muove
lacrime pure
da bambino eterno.
E l’emozione
tutto sovrasta,
dopo aver
sospir
commosso il pianto.
(3)
1) Meriggio, vv. 89 - 93
2) L’oleandro, vv. 9 – 12
Alcuni riferimenti sono tratti da “LE DUNE, NATURA E POESIA” di Ugo Macchia, Adriano Soldano, Silvano Soldano - Poliedizioni 1994
3) Sottile, scorreva la sabbia – Paolo Tarabella
www.paolotarabella.com |